

Da "Cronache di vita comunale" n. 2 - Giugno 2008
La Storia della Città
Le origini storiche di Cassano Magnago sono molto antiche, come dimostra il ritrovamento di un'urna cineraria appartenente alla cultura di Golasecca e risalente al periodo compreso tra il 750 e il 450 a.C. Il territorio tra il Ticino e l'Adda fu occupato, verso la fine del V secolo, da popolazioni d'oltralpe, in particolare i Galli Insubri, la cui influenza si sarebbe conservata nel toponimo del Comune, forse derivante dall'unione dei termini celtici "Gas" (passaggio) e "Maegh" (villaggio agricolo). Nomi che rimandano dunque alla presenza di un centro rurale, collocato probabilmente lungo la storica via Comum-Novaria, di origine romana se non più antica, che collegava il bacino dell'Olona a quello del Ticino. La presenza romana è del resto testimoniata dal ritrovamento di reperti archeologici, tra cui monete di bronzo e vari tipi di sepoltura. Un particolare legame unirebbe inoltre Cassano alla successiva occupazione longobarda: secondo un'antica tradizione, infatti, Teodolinda, regina dei Longobardi tra il VI e il VII secolo, sarebbe passata per la contrada di San Giulio, donando la sua corona ai poveri. A Cassano Magnago, nome che compare per la prima volta in un documento del 1152, esistevano già alla fine del Duecento ben quattro chiese e due monasteri femminili, come riferisce il canonico Goffredo da Bussero nel "Liber Notitiae Sancotorum Mediolani". Tra le famiglie che governarono il Comune, oltre ai Visconti, che fecero costruire il castello alla fine del XIII secolo, vanno anche ricordati, a partire dal XVI secolo, i Bossi, gli Agazzini, i Cagnola e gli Oliva. Un ruolo importante fu inoltre rivestito dalla famiglia Crespi, a cui apparteneva prete Gaspare, fondatore della prima scuola elementare per bambini poveri. Durante il dominio spagnolo, sancito dalla pace Cateau-Chambresis del 1559, Cassano fu visitata nel 1570 da San Carlo Borromeo e nel 1622 dal cugino Federico: gli atti dei due arcivescovi di Milano sono una preziosa testimonianza per ricostruire la storia di Cassano attraverso le sue chiese. La famosa peste manzoniana del 1630 fece anche qui numerose vittime, tra le quali il parroco di Santa Maria, Francesco Pellegatta. Passato nel XVIII secolo sotto il dominio austriaco, il borgo fu poi interessato dall'occupazione napoleonica, che vide partecipare alle imprese del Bonaparte anche alcuni cassanesi, tra i quali Antonio Mazzucchelli e il cappellano di San Maurizio Antonio Rossi. Dopo l'unità d'Italia, Cassano Magnago appartenne alla provincia di Milano fino al 1927, quando entrò a far parte della neonata provincia di Varese. Dagli anni Cinquanta del XX secolo, il Comune ha conosciuto una notevole crescita demografica, dovuta soprattutto all'immigrazione veneta e meridionale, con un consistente sviluppo del quartiere Boschirolo-Villa. Nel 1997 Cassano Magnago ha ottenuto dal presidente della Repubblica il titolo di città.