Cassano Magnago, lunedì 12 settembre 2011
Cari alunni, docenti, personale di segreteria, bidelle, genitori,
voglio iniziare questo anno scolastico 2011-2012 augurando a tutti noi di poter vivere giorni di studio, di lavoro, di impegno educativo sentendoci in classe, nel plesso, nell'istituto, come una comunità.
A scuola creiamo buona parte delle nostre vite sociali, insieme ad altre persone che hanno intenti simili ai nostri. Ci unisce una visione condivisa dell'essere ragazzi e ragazze, uomini e donne che vogliono vivere l'apprendimento come un'avventura : stimolante, ricca di frutti, vicina ai nostri interessi. Affinchè questo augurio ci accompagni per tutti i giorni dell'anno scolastico voglio esprimerlo con un racconto e con un videoclip :
" Il primo fiore
In un paesino di montagna c'è un'usanza molto bella. Ogni primavera si svolge una gara tra tutti i suoi abitanti. Ciascuno cerca di trovare il primo fiore della primavera. Chi trova e raccoglie il primo fiore sarà il vincitore e avrà buona fortuna per tutto l'anno. Per questo partecipano tutti, giovani e vecchi. Un anno, all'inizio della primavera, quando la neve cominciava a sciogliersi e a lasciare liberi larghi squarci di terra umida, tutti in quel paesino andarono alla ricerca del primo fiore. Per ore e ore cercarono in alto e in basso, ma non trovarono nessun fiore. Stavano già abbandonando la ricerca, quando udirono un grido: "È qui! L'ho trovato!"
Era la voce di un bambino. Uomini, donne e bambini corsero verso di lui, che stava battendo le mani e saltando per la gioia. Quel bambino aveva trovato il primo fiore. Il primo fiore, però, era sbocciato in mezzo alle rocce, qualche metro sotto il ciglio di un terribile dirupo. Il bambino lo indicava con il braccio teso, giù in basso, ma non poteva raggiungerlo perché aveva paura della bocca spalancata del burrone. Il bambino, però, desiderava quel fiore più di qualunque altra cosa al mondo. Voleva vincere la gara. Voleva la buona fortuna. Tutti gli altri erano gentili, lo volevano aiutare. Cinque uomini forti portarono una corda. Intendevano legare il bambino e calarlo fino al fiore perché potesse coglierlo. Il bambino però aveva paura. Aveva paura del baratro, aveva paura che la corda si rompesse. "No! No!, diceva piangendo, ho paura!"
Gli fecero vedere una corda più forte. Non cinque, ma quindici uomini forti l'avrebbero tenuta.- Tutti lo incoraggiarono.
A un tratto il bambino cessò di piangere. Con una mano si asciugò le lacrime. Tutti fecero silenzio per sentire cosa stava per dire.
"Va bene, disse, andrò giù. Io andrò giù se mio padre terrà la corda".
(Bruno ferrero,Tutte storie, LDC, Torino1989)
" Micol sul filo di Rosanna Casale (2006)
[ You tube -http://www.youtube.com/watch?v=3bAfL39rBMg ]
La scuola, come la vita, funziona se ci mettiamo entusiasmo, coraggio, lavoro e fiducia reciproca. Se riuisciamo a fidarci gli uni degli altri: studenti, professori e maestri, genitori, bidelle, personale di segreteria, porteremo a termine anche le imprese più difficili, come camminare su un filo o cogliere un fiore in un burrone. Buon anno!
Il vostro dirigente
Pietro Bosello

Dirigente Scolastico Dott. Anselmo Pietro Bosello